Questa quarantena mi sta uccidendo. No, non è vero, mi sta solo facendo ingrassare

Siamo in quarantena! E questa è la cosa certa!

Tuttavia ci sono un paio di cosette che mi lasciano interdetta e che non mi spiego bene. Lungi da me tediarvi con angosce, allarmismi e aggiornamenti da panico ( per quello ci sono i tg e Barbara D’Urso). Eppure stando a casa e cercando disperatamente di non mangiare ( cosa che ovviamente mi porta a mangiare di più), trascorro il mio tempo riscoprendo antichi talenti. Ok, va bene sto mentendo: passo le giornate su instagram. Ebbene pare che i modelli con cui ci bombardano giornalmente non si risparmino neanche in quarantena. Apprezzo ( e sul serio non è che faccio la finta perbenista) che siamo tutti a casa e che ognuno si prenda cura di sè come può ma mi chiedo: “Se vi allenaste a casa con tutazza e pantaloni bucati invece che mezze nude, sudereste di meno?”.

No perchè quando mi alleno, e lo faccio attenzione, sono la versione casalinga di Frankenstein ma non me ne vergogno neanche. Però si insomma, voi lì, con panZa di fuori e tutine attillate non è che non fate venir voglia di andarmi a fare una waffel con la nutella. Un po’ come quando da piccoli vi dicevano di non fare qualcosa, non so voi ma più lo dicevano più la cosa in questione diventava la mia ossessione e DOVEVO farla. Per motivi sacrissimi e onorevolissimi s’intende.

Non pensiate che ce l’abbia con voi, siete tutte bellissime è chiaro (sono pro-donne sempre, non fate le acide), però veramente, a meno che non dobbiate conquistare o riconquistare il tipo spiegatemi come fate a non morire di freddo nel frattempo.

Il top però lo raggiungete quando a due ore dell’allenamento passate in cucina in versione “masterchef from quarantena” a preparare prelibatezze che PORCAMISERIACOMEDIAMINEFATE. Lo so che non le mangiate. Non per intero comunque, come farei io.

Tutti i nascenti youtuber comunque stanno dando un contributo fondamentale alla mia esistenza. L’altro giorno ho deciso di sperimentare il “saluto al sole” yoga. Non mi sono svegliata ricca di invettiva ma uno dei miei contatti fb mi ha dato l’ispirazione coi suoi video self-made.

Bene, io potrei anche aver apprezzato, ma la mia cervicale no. Nei video per favore, mettete anche il bugiardino con gli effetti indesiderati.

Adesso vi saluto che NON devo andare ad allenarmi. Spero che qualcuna di voi mi apra la mente sulle dinamiche dell’allenamento a casa. Sono assetata di conoscenza e soprattutto non voglio usurare le coperte.

Natale è arrivato! Anche quest’anno a novembre.

Anche quest’anno Natale è arrivato (o quasi) eppure mi sembra che l’aria natalizia invada le strade (e le bacheche social) già da un po’. Vedete non so come funzionasse a casa vostra ma quando ero piccola non so chi, probabilmente la fonte di sapere di ogni nido familiare (LA NONNA), mi disse che la data a partire dalla quale si poteva iniziare a fare albero, preparativi, case, libri, auto, viaggi e fogli di giornale era l’8 dicembre. Bene, io ho assimilato, masticato e digerito quell’informazione e ancora oggi vado per il mondo assolutamente convinta di ciò. Qualquadra però non cosa. Vedo alberi di Natale da due settimane. Alla faccia del bambino del sesto senso che vedeva la gente morta, io vedo abeti e sempreverdi in ogni dove. E l’immacolata era ieri.

Bando alle ciance (mi è sembrato giusto lamentarmi e difendere l’onore di mia nonna), Michelle Hunziker dice che ha fatto l’albero di Natale a novembre perchè in Svizzera si fa così e perchè le bambine sono più contente. Ma chi sono io per andare contro Michelle? 42 anni di bonaggine infinita e disarmante. Ma facciamolo pure ad agosto st’albero se funge da antietà.

Comunque sia dovrò (anzi dovremo, so che siete angosciati come me) fare i regali di Natale. Ogni anno dicembre mi fa maledire la mia rubrica telefonica. Se fossi veramente sociopatica, come aspiro ad essere, non dovrei svuotare il portafogli a vantaggio di amici, amiche, zito e parenti e potrei comprarmi tutte le scarpe che voglio. Beh, non proprio tutte, non sono così ricca (non sono ricca per niente). Nota cinica a parte in realtà sono abbastanza contenta di far contenti, e in realtà ogni regalo fatto equivale ad uguale o maggiore quantità di regali, quindi volendo fare un po’ la grinch egoista, magari il paio di scarpe arriva lo stesso.

Grazie al cielo da qualche anno a questa parte è arrivata la salvezza del ceto sociale medio-basso: Tiger. Cioè amici state zitti se vi spendo due euro, sono due euro spesi in una cosa divertentissima che non avrei saputo di volere se qualcuno non avesse deciso di inventarla. Tiger grazie di esistere! Dopo la zolletta di prato (porta-saponetta da bagno) sei il protagonista principale, senza controfigure per giunta, dei miei regali natalizi.

Tranne per quello della nonna ovviamente. La nonna 50 euro se li merita anche se non ce li ho.

Comunque se qualcuno di voi ha un tiger concorrenziale non si ponga limiti nel rendermi partecipe. Ancora l’aria del Natale e le lucette sparse dovunque non mi hanno rabbonita, ma immagino sia come per lauree e compleanni, realizzi dopo un paio di giorni, quindi se tutto va bene per Santo Stefano sarò felice di festeggiare il Natale.

Buonanotte a tutti lettori casuali, e alla prossima!

Il primo di una lunga serie

Inizierei dal dolce

Primissimo articolo di questo nuovissimo blog. Per celebrare l’avvenimento avevo pensato di andare al supermercato a comprare una bottiglia di prosecco e, come fanno in quei bellissimi film americani, romperla sul pc come se fosse una barca. Poi , ovviamente, mi sono resa conto che non avrei più avuto qualcosa con cui scrivere rapidamente e soprattutto ho realizzato che mi sarei scolata la bottiglia prima di buttarmi nei festeggiamenti. La premessa era necessaria per motivare l’assenza di spumante e per rendere l’idea del panico da prestazione. Ho deciso quindi di iniziare dal dolce, “primo post”, “primo articolo”, “primo piatto”, la lingua italiana mette ansia ancor prima di aprire bocca. Quindi immaginate di essere al ristorante e invece di ordinare la pasta puntate su un tortino al cioccolato col cuore caldo. Io voglio essere un tortino al cioccolato col cuore caldo. Un piacere assolutamente naturale e desiderato (non che sua santità pasta non lo sia).

Bando alle ciance in ogni caso. Youtube ha deciso di mandare in riproduzione Ed Sheeran ma vista l’enfasi del momento opterei più per una Lizzo aggressive che canta e balla in colori pastello. Una gioia per gli occhi, soprattutto perche dopo 15 minuti su instagram l’angoscia da “ma ste modelle non mangiano?” iniziava a fare capolino.

Ovviamente una povera disgraziata si consola con un po’ di raziocinio: no, non mangiano. Forse meglio in carne ma contenta. Cancellate il forse, meglio in carne ma contenta.

Questo primo post dovrebbe servirmi a presentarmi ma oggi sono proprio distratta e insomma non è che se uno viene a presentarsi gli sciorino subito tutta la mia esistenza. Al momento penso bastino le informazioni di base. Donna, attiva nel sociale, mediamente piacevole (potrei dire altrimenti?) e con uno spirito d’intraprendenza altalenante.

La cosa più importante da sapere è che mi piace parlare, e dunque scrivere di tutto, e che c’è una parte, da qualche parte dentro di me che sogna in continuazione. In ogni parte della giornata, in ogni momento, viaggio in mille modi e in mille mondi diversi. Qui e da nessuna parte, qualcosa mi sta aspettando, devo solo prendere l’autobus giusto.

Vi auguro una buona serata, e mi raccomando, scegliete Lizzo, fa bene all’umore.

E poi…ci sono io!

Avete mai la sensazione che qualcosa, qualunque cosa, vi stia aspettando da qualche parte?

Ho finalmente deciso di iniziare ad usare le mie dita per qualcosa di diverso dal mangiare ( sono una buona forchetta e non me ne vergogno). Così, questa settimana mi sono ritrovata a fissare il mio pc una, 10, 100 volte nella vana speranza che qualcosa potesse scriversi da sola.

Rimarrete delusi quanto lo sono rimasta io dal sapere che a quanto pare il mio computer non vive di vita propria. Non ha scritto nulla. Ho dovuto dunque fare lo sforzo di mettere da parte ogni indecisione e fare la cosa che sento di fare meglio: scrivere! Questo blog non ha la pretesa di essere un vademecum per andare più facilmente per il mondo. Non sono una truccatrice, non sono una cuoca, non sono brava a vestirmi alla moda. Ogni cosa che faccio la faccio in maniera semidecente, cosa che mi permette di sopravvivere senza che la mia autostima ne esca distrutta. Sono un tipetto, simpatica su richiesta, acida inside, ma ho un bel sorriso, che non guasta mai.

Sotto i trent’anni, un paio di lauree alle spalle che non mi hanno portata da nessuna parte. Faccio sport, alterno periodi di finte diete a periodi di veri ingozzamenti. Nel complesso non ci si lamenta. Amo scrivere, amo i libri, fumo, bevo e dico parolacce. Per-din-di-rin-di-na! ( pensate a quanto tempo in più spenderemmo se scegliessimo di non imprecare come si deve). Imparerete a conoscermi, o forse no. Io comunque continuerò a scrivere.